La vita è fatta di dolori e gioie.
Ma il modo in cui affrontiamo i dolori può davvero influenzare il corso degli anni che ci attendono.
Nessun dolore è vano!
Desidero ardentemente che i dolori che proveremo nel 2024 non si riducano a un segno concreto, a mere cicatrici o sofferenze tangibili e traumatiche.
Il trauma risiede in ciò che non riusciamo a comprendere, qualcosa che portiamo come un peso inutile, una fonte di sofferenza e umiliazione.
In queste situazioni, il dolore diventa un’esperienza vuota, perché non ci ha offerto una guida né si è trasformato in qualcosa di simbolico che potesse essere integrato.
Ecco che arriva la ripetizione, l’inferno, il diabolico: la dissociazione!
Spero davvero che ogni dolore vissuto nel 2024 sia intriso di simbolismo, perché il simbolico è liberatorio!
Che tutti i dolori del 2024 assumano il ruolo di simboli preziosi, contribuendo all’espansione della nostra coscienza.
Che siano più di un peso, diventando un segno rivelatore che ci permette di distinguere tra la ripetizione cieca e l’evoluzione consapevole.
Il dolore e il piacere sono segni vitali e sicuramente nel 2024 ci sono state anche delle gioie!
Non ignorate i vostri dolori né le vostre gioie, ma siate attenti!
Il piacere non risiede solo nell’azione, ma nella capacità di provare sensazioni!
E allora cantate, ballate, leggete una poesia, “godetevela”!
Perché solo chi è capace di (provare) un grande dolore è capace di un grande piacere.
Suggerisco di dire una preghiera di gratitudine per il 2024 e di proseguire rafforzati verso i prossimi dolori e piaceri del 2025 e nell’avventura della Vita!
"ViverE não ter a vergonhaDe ser felizCantar e cantar e cantarA beleza de serUm eterno aprendiz." (Gonzaguinha)
Texto: Jaqueline Cássia de Oliveira Psicóloga e Psicoterapeuta Sistêmica