PIGRIZIA: UN CONCETTO IN EVOLUZIONE
L’essere umano è pigro per natura?

Che cos’è la pigrizia?
Pigrizia è un sostantivo femminile che deriva dal latino pigritia.

Secondo i dizionari, può significare dalla semplice mancanza di voglia di svolgere un compito fino a una profonda avversione per il lavoro.

È anche associata a negligenza, indolenza, lentezza, ritardo o disinteresse nell’agire.

Ma la pigrizia va oltre. Può essere:

Attenzione!

La pigrizia può manifestarsi anche come un momento di ozio necessario, una pausa nelle attività, una sospensione temporanea degli obblighi formali. Ma può anche essere un modo inconscio per evitare compiti che richiedono più di quanto siamo disposti (o autorizzati) a dare internamente.


LA PIGRIZIA IN PSICOLOGIA

Curiosamente, la psicologia tradizionale si è occupata poco della pigrizia. Leonard Carmichael, psicologo del XX secolo, ha osservato che “pigrizia non è una parola che compare nell’indice della maggior parte dei libri tecnici di psicologia”. In altre parole, non esiste un corpus teorico solido che la contempli in modo diretto.

Tuttavia, è fondamentale fare alcune distinzioni importanti:


PIGRIZIA E CARATTERE

La pigrizia si nutre della logica del vantaggio e dell’opportunismo.
Quando ci arrendiamo alla legge del minimo sforzo come modo abituale di vivere, iniziamo a desiderare di trarre vantaggio da tutto — e il confine tra pigrizia e malvagità diventa sottile.

Per questo è possibile affermare che
la cattiva indole nasce dalla pigrizia.


PIGRIZIA E INERZIA

“Mostrami dove non ti sviluppi, e ti mostrerò dove sei pigro”.

La pigrizia è
sorella dell’inerzia. Appare ogni volta che scegliamo di ripetere invece di creare, di riprodurre invece di trasformare. Il
pigro dice: “Ma ho imparato a fare così…”
Oppure semplicemente non pensa, agisce solo in modo automatico.

Nella pigrizia, il pensiero è sostituito dall’immaginazione.
C’è un funzionamento quasi virale: ripete, ripete, ripete.
Non c’è sviluppo. Non c’è elaborazione. Solo inerzia.


PENSARE È DIVERSO DA IMMAGINARE

Il pigro chiede: “Perché pensare, se posso immaginare?”

Ma pensare è molto diverso dall’immaginare.

Pensare è un processo consapevole, organizzato, con una direzione e uno scopo.
Pensare è “soppesare” le possibilità, valutare i pro e i contro.
È riconoscere che ogni scelta comporta perdite e guadagni.
È distinguere ciò che è reale da ciò che sembra solo essere.

Il pensiero lavora con i dati:
organizza ciò che viene captato dal corpo, dalle emozioni e dall’immaginario.
Elimina gli eccessi, filtra le illusioni ed elabora il significato.
Mette ordine nella casa interiore.

Il reale sarà sempre minore dell’immaginario.
Pensare è riconoscere i limiti.
Immaginare è perdersi nell’infinito.


UNA SFIDA PER TE

Osserva la tua vita.
Scegli un ambito in cui senti di non evolvere, di essere bloccato/a, stagnante.

Il vero superamento della pigrizia richiede un confronto.
Inizia con uno sguardo onesto, disposto ad abbandonare la zona di comfort e ad assumersi il lavoro interiore della trasformazione.

Texto elaborado por: Jaqueline Cássia de Oliveira
Psicóloga - CRP 04/7521
Psicoterapeuta Familiar Sistêmica 
Fonte: Curso Zélia Nascimento