Si tratta di un albero genealogico fatto a memoria e sulla memoria, sul quale si scrivono gli eventi importanti della vita familiare. Non solo i nomi, le date di nascita, i decessi, i matrimoni, i divorzi, i nuovi matrimoni e le separazioni, ma anche il grado di studi, gli espatriati, i cambiamenti di vita e di luogo, chi è cresciuto sotto lo stesso tetto e mangia dallo stesso piatto, il numero reale di bambini che sono stati cresciuti da una zia, da uno zio, dai nonni e quindi non dai veri genitori, ma anche i legami affettivi e i traumi, al fine di comporre un quadro che, una volta completato, produce uno shock emotivo liberatorio.
Un albero fatto di memoria
Sì, il genossociogramma è fatto di memoria.
E l’individuo, come essenza del sistema familiare, ha accesso a tutte queste informazioni. Ha la realtà del presente e una realtà che viene da un altro luogo: il passato.
Ma deve verificare in seguito se ciò che è stato narrato è realmente accaduto, perché la memoria è fallace e confonde i dati.
Faccio un esempio:
Dico che il mio zio preferito è morto nel luglio 1980 e scopro che questa data è quella del matrimonio di una cugina, durante il quale si è verificato uno scandalo familiare, e scopro anche che questa data corrisponde alla nascita di una persona importante della famiglia, ma di quattro generazioni precedenti; oppure è la data di nascita di un fratello nato morto, ecc.
Liberare un’emozione
Il genossociogramma libera un’emozione nelle persone che lo fanno. È l’emozione del ricordo, che è opposta a quella che si proverebbe se ci limitassimo a esaminare la nostra storia familiare.
Ad esempio, in un museo, si potrebbe dire: Guarda mio nonno, è stato fucilato durante la guerra. Guarda mia nonna, le hanno rasato i capelli nel campo di concentramento, e lo si dice senza emozione.
Non è una visita al museo né un lavoro personale senza implicazioni.
Quindi, non ha alcun valore terapeutico o liberatorio il solo raccontare fatti perché li ho ricercati.
Pertanto, la prospettiva evolutiva del genossociogramma è: la rilettura della propria storia familiare che porta a una riappropriazione degli elementi significativi e al recupero di un’attenzione per la memoria storica, che può consentire all’individuo di diventare consapevole e di elaborare per sé, sulla base di TUTTI gli elementi acquisiti, un progetto di vita migliore.
Il genossociogramma, infatti, offre la possibilità di far rivivere il proprio passato, di suscitare emozioni, di far emergere elementi rimossi o rimasti nel contesto delle relazioni con la famiglia d’origine, consentendo la scoperta e la ridefinizione di eventi nodali e dei legami che li collegano.
Obiettivi del genossociogramma
- Raccontare la propria vita e mostrare chiaramente la storia della famiglia nucleare e della famiglia d’origine, sottolineando le relazioni tra le diverse persone che la compongono;
- scoprire che il mondo non è iniziato con i nostri genitori, ma che anche loro sono il frutto di un mondo che ha avuto inizio molto prima di loro, ovvero collocarsi in una prospettiva transgenerazionale e mettersi alla ricerca delle proprie radici e della propria identità;
- evidenziare i processi di trasmissione transgenerazionale e i fenomeni di ripetizione transgenerazionale, ad esempio le lealtà familiari invisibili, i segreti e i miti familiari, le sincronie, le sindromi dei compleanni, i programmi genealogici; le sindromi di Gisant, le nevrosi di classe, le parole forti, ecc.
- comprendere gli effetti di un lutto irrisolto, gli effetti dei non detti e dei segreti, comprendere una situazione come quella del figlio sostitutivo, evidenziare il lavoro di un fantasma e di una cripta nell’inconscio familiare;
- mettere in evidenza anche le diverse funzioni familiari e le regole che le sottendono, per comprendere le modalità transazionali in gioco nella famiglia.
L’uso del genossociogramma
- applicabile, soprattutto in psicoterapia, il genossociogramma viene utilizzato anche nella formazione dei professionisti della salute e della relazione di aiuto;
- lo studio del genossociogramma e della psicogenealogia come unione di genealogia e psicologia è importante per il lavoro in Costellazioni Familiari; Scultura Familiare, Psicodramma transgenerazionale, studi sui miti familiari ed eccellente strumento di lavoro per i terapeuti familiari sistemici;
- può anche essere uno strumento istituzionale, utilizzato, ad esempio, nell’industria, negli ospedali e persino nelle scuole.
- Il genossociogramma è, in definitiva, uno strumento per conoscere se stessi, la propria famiglia e le ripetizioni familiari invisibili.
** É melhor fazer o estudo do seu genossociograma acompanhado por um psicoterapeuta que tenha um bom conhecimento a respeito desse assunto.
Jaqueline Cássia de Oliveira Psicoterapeuta Familiar Sistêmica - Brasil Psicogenealogia - Itália
