QUADRILHA Carlos Drummond de Andrade "João que amava Teresa, que amava Raimundo, que amava Maria, que amava Joaquim, que amava Lili que não amava ninguém. João foi para os Estados Unidos, Teresa para o convento, Raimundo morreu de desastre, Maria ficou para tia, Joaquim suicidou-se e Lili casou-se com J. Pinto Fernandes que não tinha entrado na história."
La storia familiare del terapeuta e le sue relazioni affettive (fidanzamenti, matrimoni, relazioni sentimentali) sono parte integrante della terapia, nella misura in cui interferiscono con la relazione terapeutica, così come il fatto di avere i capelli bianchi o di essere una donna giovane.
Queste caratteristiche della vita del terapeuta non sono argomenti della terapia, ma la nostra esperienza come terapeuti familiari sistemici e osservatori del non verbale ci porta a considerare molto importanti anche gli aspetti delle relazioni che non vengono espressi verbalmente.
Partendo da queste riflessioni, abbiamo sperimentato nella formazione dei terapeuti un nuovo modo di descrivere le relazioni di coppia ideando il DUOGRAMA.
Abbiamo creato un neologismo per descrivere il lavoro che, analogamente al genogramma, focalizza l’attenzione sulle relazioni affettive e mette in secondo piano l’idea che siano i legami di sangue gli unici importanti nella storia del terapeuta.
Con il termine Duogramma indichiamo la narrazione e la rappresentazione grafica delle storie affettive di una persona e ci riferiamo al termine genogramma che le descrive, invece che alle relazioni parentali.
Il Duogramma comprende le relazioni sentimentali significative per il soggetto durante tutto l’arco della sua vita. Da quelle di quando era bambino e di cui ha memoria, a quelle che ha vissuto dall’adolescenza fino all’età adulta. Comprende le storie desiderate, fantasticate e mai realizzate, sia perché non ricambiate, sia perché rimaste segrete.
Gli amori infantili e le storie d’amore immaginate possono segnare la vita di una persona in modo meno drammatico di un divorzio o di un tradimento, ma in una buona lettura sistemica e relazionale, tutte le vicissitudini hanno lo stesso peso e sono interessanti in quanto esperienze relazionali, siano esse fantasticate o vissute.
Anche il ricordo di un rifiuto (un “no”) ricevuto da giovani porta con sé una serie di emozioni, significati ed esperienze che hanno contribuito nel tempo a definire idee e pregiudizi sull’amore e sulle relazioni affettive.
Il Duogramma non disegna la mappa cognitiva, ma è la rappresentazione soggettiva delle relazioni affettive, così come il genogramma non si riferisce alle relazioni di sangue, ma ai legami d’amore per persone dello stesso o dell’altro sesso.
Nel Duogramma si prende in considerazione una sola generazione del soggetto narratore e si segue lo sviluppo evolutivo della sua storia di vita; nella narrazione e nella rappresentazione non è importante la temporalità passato-presente. Questa successione temporale dei legami è interessante in relazione allo sviluppo del ciclo di vita della persona (Walsh, 1993).
Di conseguenza, la rappresentazione grafica risulta molto diversa da quella dell’albero genealogico, comunemente usato per il genogramma, che simboleggia il legame delle relazioni del passato con la molteplicità del presente.
Nel duogramma ogni relazione può risultare graficamente scollegata dalle altre, durante il racconto la persona può seguire liberamente il flusso della memoria senza doversi attenere alla cronologia degli eventi, può raccontare le sue relazioni nell’ordine che preferisce, scegliendo anche di non raccontarle tutte o di tralasciarne una o più. La scelta di omettere consapevolmente alcune storie è legittima e va rispettata, così come è legittimo dimenticare un parente…
GLI STUDENTI HANNO UNA STORIA E UNA FAMIGLIA
Invitiamo gli studenti della nostra scuola a riflettere sulla propria famiglia d’origine, sulle generazioni precedenti, per decostruire ogni descrizione stereotipata e totalizzante delle idee di famiglia.
Per aiutare i futuri terapeuti a essere consapevoli di come la storia familiare possa influenzare il pensiero su una situazione particolare della vita, gli studenti sono stimolati a guardare alla stessa esperienza in famiglia, utilizzando un metodo simile a quello che possono usare nella terapia con i loro clienti.
Durante la partecipazione a simulazioni e lavori di gruppo, vengono favoriti i riferimenti e le connessioni con la storia familiare dello studente, ma è la presentazione del genogramma il momento in cui si fa riferimento in modo più esplicito alla storia familiare che ciascuno porta con sé. Questo lavoro arricchisce il futuro terapeuta con nuove prospettive con cui vede le famiglie che incontra in terapia e talvolta lo porta a scoprire e sperimentare se stesso all’interno dei propri contesti familiari.
A questo proposito, Bowen (1972) sostiene che il livello di differenziazione del clinico e della sua famiglia d’origine ha una grande influenza sulla risposta della famiglia in terapia, ovvero sulla possibilità che la terapia sia efficace.
(…)
Esistono analogie teoriche e metodologiche tra il genogramma e il duogramma:
entrambe le modalità di lavoro non sono solo una scuola per imparare come lavorare con famiglie e coppie, ma sono strumenti che aiutano a mettere in evidenza i pregiudizi dello studente nella descrizione delle sue relazioni affettive e familiari.
Lavorando con il genogramma e il duogramma esploriamo le relazioni e colleghiamo queste osservazioni con gli atteggiamenti dello studente.
Partes do texto sobre Duograma idealizado e escrito por Teresa Arcelloni e Gloria Ferrero - formadoras da Episteme Scuola di Psicoterapia Sistemica e Centro Milanese di Terapia della Famiglia (Itália). Tradução: Jaqueline Cássia de Oliveira