La famiglia è un piatto difficile da preparare.
Ci sono molti ingredienti.
Riunirli tutti è un problema…
Soprattutto a Natale!
Poco importa la qualità della pentola, creare una famiglia richiede coraggio, dedizione e pazienza.
Non è cosa da tutti.
A volte viene voglia di rinunciare…
Preferiamo il disagio dello stomaco vuoto.
Ma la vita… trova sempre un modo per entusiasmarci e stuzzicarci l’appetito.
Il tempo apparecchia la tavola, determina il numero di sedie e i posti a sedere.
All’improvviso, come per miracolo, la famiglia è servita.
Tizio è risultato il più intelligente di tutti.
Caio è arrivato al momento giusto, è il più giocoso e comunicativo, all’unanimità.
Sicrano, chi l’avrebbe mai detto? Ha cantato, si è indurito, è appassito prima del tempo.
Quello, il più generoso, sazio, abbondante.
Quello, che ha sorpreso e si è trasferito lontano.
Lei, la più appassionata.
L’altra, la più combattiva di tutti…
Siete già lì? Tutti? Ottimo!
Ora mettete il grembiule, prendete il tagliere, il coltello più affilato e prestate attenzione.
Presto anche voi sentirete il profumo dell’aglio e della cipolla.
Non vergognatevi di piangere.
La famiglia è un piatto che emoziona.
E noi piangiamo davvero.
Di gioia, di rabbia o di tristezza.
Prima precauzione: attenzione ai pesi e alle misure.
Un pizzico in più di questo o quello e il gioco è fatto: è un vero disastro.
La famiglia è un piatto estremamente delicato.
Tutto deve essere ben pesato, ben misurato.
Un’altra cosa: bisogna avere una buona mano, essere professionali.
Soprattutto quando si decide di mettere il cucchiaio.
Saper mettere il cucchiaio è una vera arte.
A volte l’idolo della famiglia, il bravo ragazzo, il perfetto che ha sempre aiutato, ha rovinato il cibo solo perché ha messo il cucchiaio.
La cosa peggiore è che c’è ancora gente che crede nella ricetta della famiglia perfetta.
Sciocchezze! È tutta un’illusione!
La famiglia è affinità, è alla moda della casa.
E ogni casa ama preparare la famiglia a modo suo.
Ci sono famiglie dolci.
Altre, un po’ amare.
Altre piccantissime.
Ci sono anche quelle che non hanno alcun sapore, una sorta di “famiglia dieta”, che si sopporta solo per mantenere la linea.
In ogni caso, la famiglia è un piatto che deve essere servito sempre caldo, bollente.
Una famiglia fredda è insopportabile, impossibile da digerire.
Insomma, la ricetta della famiglia non si copia, si inventa.
Si impara poco a poco, improvvisando e trasmettendo ciò che si sa nella vita quotidiana.
Per quanto insipida, per quanto pessimo sia il sapore, la famiglia è un piatto che devi provare e mangiare.
Se puoi assaporarlo, assaporalo.
Non badare alle etichette.
Intingi il pane in quella salsina rimasta nella porcellana, nelle stoviglie, nell’alluminio o nella terracotta.
Goditelo al massimo.
La famiglia è un piatto che, una volta finito, non si ripete mai più!
Famiglia: felice chi ce l’ha e sa godersela, apprezzarla e valorizzarla…
Famiglia: progetto di Dio.
Quindi: amatevi, perdonatevi, accettatevi, tolleratevi e vivete come
se oggi fosse l’ultimo giorno che passerete con la vostra famiglia!
Famiglia: un privilegio per chi ce l’ha!
Trechos do livro: "O Arroz de Palma" de Francisco Azevedo