Quando pensiamo alla parola VIAGGIO, il nostro primo pensiero può portarci alle tante viaggi che abbiamo fatto nella nostra vita per molte ore o giorni sulle strade, o alle grandi distanze percorse volando in aereo, o alle terre straniere e lontane che abbiamo visitato, esplorato o abitato per qualche tempo.
Etimologicamente, la parola viaggio deriva da via, e il suo significato più immediato è l’esperienza del movimento, del passaggio da un luogo all’altro, della partenza verso una destinazione: un percorso, un tragitto, un passo dopo l’altro, chilometro dopo chilometro, giorno dopo giorno, alla scoperta di luoghi nuovi, non necessariamente diversi, ma sicuramente diversi rispetto alla nostra casa.
L’esperienza del movimento e del viaggio, da un certo punto di vista, sono tra le più profonde e archetipiche della natura umana: esistono forme di vita che rimangono ferme nel luogo in cui sono radicate (i vegetali), mentre molte altre (gli animali) manifestano la loro essenza vitale nel movimento, nella capacità di spostarsi da un luogo all’altro, volando, saltando, correndo, strisciando o camminando.
Da un punto di vista microscopico e macroscopico, la materia inanimata è in realtà in movimento, perché gli atomi infinitamente minuscoli contengono il movimento degli elettroni e l’enorme pianeta Terra si muove in un’orbita attorno al Sole e l’intero sistema solare si muove in un’orbita attorno alla galassia, anche la galassia si muove in un universo in espansione.
Anche se non ce ne rendiamo conto, in questo stesso istante in cui siamo seduti, sdraiati o in piedi, in realtà ci stiamo muovendo a una velocità incredibile: solo per il movimento di rotazione della Terra, le sue latitudini ruotano attorno all’asse del pianeta a più di 1000 km/h. Mentre la Terra ruota attorno al Sole a 100.000 km/h, il sistema solare a sua volta ruota con la galassia a 792.000 km/h e la galassia viaggia nell’universo a una velocità di 3 milioni e 600.000 km/h.
Noi siamo così, passeggeri di questo pianeta che sta compiendo il suo viaggio da oltre 4 miliardi e 57 milioni di anni e che continuerà a farlo per molti altri anni. La forza di gravità è così forte che non ce ne accorgiamo, anche se non è abbastanza forte da impedirci di muoverci liberamente sulla superficie del nostro pianeta. In altre parole, siamo in “viaggio”, anche se non lo vogliamo, anche se non lo vediamo o non lo ammettiamo.
Il movimento, il viaggio, il seguire un percorso fanno parte della natura umana da quando la migrazione era una necessità di sopravvivenza nella ricerca di cibo e risorse.
Non sorprende quindi che la vita stessa sia intimamente legata al concetto di Viaggio e che il “senso della vita” che molti cercano sia quindi la direzione del nostro viaggio. C’è sempre un punto di partenza e ci sarà inevitabilmente un punto di arrivo, dove il viaggio finirà, ma ciò che sta nel mezzo è l’esperienza del viaggio, questa è tutta la nostra vita!
Nella storia e nella cultura umana si fa spesso riferimento al Viaggio, e molti dei racconti più famosi sul viaggio sono diventati simboli e archetipi della vita: pensiamo all’Esodo del popolo ebraico descritto nella Bibbia.
Come una grande migrazione, una fuga dalla schiavitù e la ricerca della libertà e dell’indipendenza, è diventato una metafora di un grande attraversamento, di una grande trasformazione, di una via d’uscita (spesso complicata e impegnativa) da una situazione difficile, viaggiatori ed esploratori hanno solcato i mari, attraversato montagne, percorso lunghe distanze scoprendo nuovi mondi, incontrando popoli, culture, storie, tradizioni e modi di vivere diversi, nuovi e prima inimmaginabili: a questo serve il Viaggio, a sorprendersi, considerando che c’è un universo enorme da esplorare.
E il Viaggio non può essere solo fisico, anche la nostra mente, il nostro spirito e la nostra anima possono viaggiare verso luoghi “diversi” dalla realtà materiale, a livelli sottili e spirituali.
Collettivamente, come umanità, siamo in costante cambiamento, ma coloro che hanno sentito la chiamata a lavorare su se stessi, che già si interrogano sul “senso” della propria vita, che desiderano cambiare direzione perché sentono o intuono di avere un destino diverso da trovare, sicuramente si trovano in un momento di transizione molto particolare.
Il “Viaggio dell’eroe” proposto da Joseph Campbell rappresenta il significato archetipico del Viaggio e della vita stessa: attraverso 12 archetipi che rappresentano i passi fondamentali della vita, permette di ritrovare i valori e le qualità da integrare, per la crescita personale, nel percorso di scoperta ed esperienza della vita in tutte le sue possibilità e a tutti i suoi livelli.
Ognuno di noi è un eroe, perché la vita stessa inizia in modo eroico, con il viaggio di una singola cellula, lo spermatozoo che raggiunge con successo l’obiettivo lontano dell’ovulo, e lì inizia una nuova vita: per essere un eroe basta voler vivere, basta fare il primo passo e camminare.
Ovviamente fare il Viaggio significa prepararsi, lasciare la casa e la famiglia, partire con Fiducia, Autonomia, Forza e Comprensione, e inevitabilmente incontrare il drago, vederlo, riconoscerlo e superarlo.
La vita è un Viaggio, fatto di passione, ricerca, costruzione e decostruzione, e quando torni, non tornare solo a casa. Che tu possa trovare il tuo “Regno” con Sovranità, Saggezza, Magia e Follia perché sai che, alla fine, è tutto un *gioco e tutti torneranno nella stessa scatola!
* "No fim do jogo, o rei e o peão voltam para a mesma caixa!" provérbio italiano
Adaptação do texto: Jaqueline Cássia de Oliveira Psicoterapeuta Familiar Sistêmica (Brasil) Psicogenealogista (Itália) Fonte: Umberto Carmignani Città Della Luce - Ripe - Itália
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