Non ho mai conosciuto un terapeuta che abbia deciso di non affrontare il tema del sesso in terapia, così come non mi è mai capitato di incontrare un cliente che si sia rifiutato di parlare del proprio modo di vivere la propria vita intima.

Tuttavia, i terapeuti sistemici, in particolare quelli italiani, non fanno del sesso un argomento strutturato delle loro riflessioni cliniche.

Curiosamente, la sessuologia rimane un tipo di offerta terapeutica parallela alla sistemica, come se non potesse fare una lettura relazionale della sessualità in modo serio.

Per questo motivo, il titolo del libro TERAPIA SESSUALE SISTEMICA, nella sua urgenza, si riferisce al complesso lavoro con cui Clement Ulrich recupera la terapia sessuale, organizzandola all’interno di una cornice sistemica.

Il tempo è passato.

Prima non c’era spazio per il sesso nella terapia familiare dei pionieri.

Negli anni ’50 parlare di sessualità in termini non educativi sarebbe stato destabilizzante.

Alla fine degli anni ’60, la svolta del femminismo e la rivoluzione sessuale hanno portato in primo piano il discorso sulla sessualità, che ha iniziato a transitare dall’idea dell’uguaglianza dei sessi per unirsi all’idea libertaria della scelta della propria vita sessuale.

Rimanendo all’interno di questa descrizione, possiamo dire che, in questo caso, la psicologia relazionale sistemica ha perso il “treno” della terapia sessuale.

Masters e Johnsons (1966) hanno organizzato il trattamento dei disturbi sessuali nel paradigma funzionalista, con una metodologia basata sull’osservazione sperimentale e sul trattamento dei sintomi.

Questa è una prospettiva estranea al mondo sistemico – che proprio negli anni Sessanta affermava con vigore che i problemi sono questioni relazionali e che il sintomo ha senso di esistere come atto comunicativo.

Nasce così una divisione artificiale e paradossale:

la sistemica si è appropriata solo della terapia di coppia e la terapia sessuale del paradigma funzionalista è diventata invece la terapia che tratta solo il “sesso della coppia”, come se fosse possibile trattare una coppia senza curarne la sessualità o trattare il sesso senza curarne la coppia.

La lettura funzionalista è stata favorita dall’impulso medico-organicista che aveva la ricerca farmacologica, orientata alla soluzione del sintomo, per così dire: questo è ciò che conta.

Oggi la meccanica del sesso ha raggiunto un grado di precisione inimmaginabile, c’è il Viagra, ci sono creme vaginali e trattati di educazione sessuale, ma nulla come trattamento per l’insoddisfazione
delle persone nella loro vita sessuale.

Il problema che le coppie portano quando chiedono una terapia sessuale è principalmente legato al calo del desiderio: tecnicamente si può fare sesso, ma non si sa se ne valga la pena e, soprattutto, non si capisce chiaramente quale sia la posizione del partner in questa situazione.

Questo mette quindi in discussione anche la propria posizione nella relazione sessuale, mantenendo uno sguardo sulla reazione dell’altro e spostando l’attenzione sulla dinamica della coppia.

A questo livello si recupera il discorso relazionale
, che ovviamente è sempre esistito, ma che oggi è fondamentale per dare un senso alle idee che costruiamo come terapeuti sistemici.

Texto do livro - TERAPIA SESSUALE SISTEMICA - Ulrich Clement
Introdução à edição italiana.
Escrito por: Dott.ssa Teresa Arcelloni - Piacenza/Itália
Tradução: Jaqueline Cássia de Oliveira - BH/Brasil/Italia

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