Come dice Hegel nella Fenomenologia dello Spirito, «la verità non può essere semplicemente enunciata come una conclusione, ma il percorso che conduce ad essa deve essere compiuto passo dopo passo affinché la sua forza possa manifestarsi».

Così Jaqueline sviluppa il suo libro, Psicogenealogia della coppia, tessendo, come lei stessa dice, o meglio, ricamando parola per parola, fino a quando il tema centrale emerge interamente dal tessuto, o dalla carta.

Con generosità e competenza ci offre il frutto della sua vita professionale e della sua ricerca personale in questo libro di lettura obbligatoria per coloro che, come lei, scrutano con attenzione e perseveranza i meandri oscuri e pericolosi della mente umana; e al profano offre la possibilità di un profondo viaggio alla scoperta di sé stesso e delle sue relazioni personali.

Un viaggio che inizia con i nostri antenati, i nostri nonni, i nostri genitori, le nostre storie d’amore e i miti familiari, il nostro senso di appartenenza o di estraneità, i nostri segreti e i nostri complotti di coppia. E il puzzle generazionale che ci propone di elaborare si svela poco a poco, fino agli ultimi due capitoli, quando espone con trasparenza e cuore aperto il suo metodo personale, per quei professionisti che intendono percorrere la stessa strada.

Un libro difficile da mettere da parte che offre, nella giusta misura, un ricco contenuto tecnico di facile e coinvolgente lettura, rivestito di miti, archetipi e casi clinici.

Storie della tua vita, lettore, o della mia, o della persona che incontri in ascensore. Storie vive o “fantasmi”, che si raccolgono sotto i nostri cuscini quando andiamo a letto, appaiono nello specchio del bagno quando ci alziamo e si siedono con noi al tavolo del caffè.

Trame familiari, che si ripetono di generazione in generazione e che devono essere esposte e lavorate, affinché smettano di essere cause inconsce di paralisi emotiva e si trasformino in catapulte per il nostro processo di evoluzione, di individuazione.

Come lei stessa afferma, questo libro non intende fornire soluzioni o conclusioni sui processi psicologici e sul loro approccio terapeutico. Deve essere inteso come un punto di partenza.

Spetta agli psicoterapeuti accettare o meno la sfida. Spetta ai profani iniziare o meno il proprio percorso.
Quindi, abbassate le difese e buona lettura!

Testo: Rachel Baccarini

Scrittrice e medico